19/03/2020
Emergenza CoVid19
Lettera aperta del Presidente Silvio Petrone

Mai come in questo momento che stiamo vivendo un concetto che sembrava relegato nell’ambito ristretto delle cose “da fare” è divenuto quasi fondamentale per le nostre vite e per quelle di tutto il mondo. Quel paradosso del battito d’ali di una farfalla in amazzonia corresponsabile di un tifone in Cina, diviene una chiave di lettura diretta delle nostre vite, del nostro essere uomini.

Perché noi, differentemente dalla farfalla, abbiamo la “libertà” di scegliere. E questa libertà rende la nostra “responsabilità” un atto fondamentale. Soprattutto se guardiamo il concetto di responsabilità dai due versanti che esso può avere. Da una parte quello forse più facile da comprendere e più facile da accettare: la responsabilità verso noi stessi. In pratica le nostre scelte e le ripercussioni che esse avranno sulla nostra vita. Poi c’è quello più difficile da comprendere e da far proprio: la responsabilità delle nostre scelte, delle nostre azioni, rispetto agli altri. Le conseguenze che esse possono comportare nella vita degli altri. Dalla persona cara allo sconosciuto che forse mai vedremo, ma a cui le nostre scelte cambieranno o contribuiranno a cambiare la vita.

Tutto ciò viene amplificato a dismisura dal fatto che oggi, grazie alla globalizzazione, viviamo in quello che i sociologi chiamano “mondo liquido”. La vita sociale, professionale, politica è sempre più affidata all’esercizio della “responsabilità”.

La crisi ecologica, il mancato rispetto dell’ambiente, ha rappresentato in questi ultimi anni un campanello d’allarme e al tempo stesso la prova che l’esercizio della scelta responsabile non era patrimonio comune.

Il fatto di non poter individuare i “responsabili”, coperti dalla nebbia insana della responsabilità “comune”, alla fine permetteva un’autoassoluzione.

Ma questo concetto, se ci pensiamo bene, è trasferibile ad ogni ambito: i giovani, i compiti educativi, i compiti sociali, il lavoro, la produzione e il “bene comune”.

Stiamo perdendo il nostro futuro.

E ci voleva forse questa pandemia per costringerci a riflettere sul concetto di responsabilità. Questo virus è arrestabile soprattutto attraverso un senso di responsabilità che oltre ad avere un significato etico ci chiede di scegliere concretamente, di pensare a cosa può portare la nostra “irresponsabilità” agli altri e quindi anche a noi stessi.

Oggi siamo tutti chiamati a comprendere, in tutte le sue sfaccettature, il significato della parola “Responsabilità”. E in questi tutti, per i valori che diciamo di rappresentare, per il ruolo che abbiamo avuto e che vogliamo avere per le nostre comunità, per la “responsabilità” che abbiamo per noi stessi e per gli altri, come Soci, come dipendenti, come governance di una Banca di Credito Cooperativo come Banca Campania Centro, abbiamo il dovere di riflettere e di operare alla luce di tutto ciò.

Da più parti sentiamo ripetere “dopo questa esperienza nulla sarà più come prima”. Se questo vuol significare anche un esercizio del concetto di responsabilità a 360 gradi, allora ben venga questo “nulla sarà più come prima”.

 

Silvio Petrone

Presidente Banca Campania Centro